Scenario Planning
Creazione di futuri plausibili per valutare l'impatto delle decisioni aziendali prima di prenderle.
Risorse
Glossario per allineare il linguaggio, guide operative, schede su ipotesi/validazione/errore e FAQ sulle decisioni ricorrenti. Riferimenti puntuali, non un corso generico.
Termini che incontrerai spesso quando parliamo di previsioni, accuratezza e stabilità del modello.
Definizioni operative: niente formula se non serve, solo come si usa nel dialogo con ops e business.
Creazione di futuri plausibili per valutare l'impatto delle decisioni aziendali prima di prenderle.
Percorsi applicativi orientati a outcome, per passare dalla teoria alla messa in pratica in tempi brevi.
Tre schede di lavoro: cosa fare in ordine, non promesse su “trasformazione digitale”.
Checklist per capire se i dati reggono un obiettivo di forecast e dove intervenire prima di scegliere l’algoritmo.
Punti chiave
Cose da riempire e archiviare, non slide vuote: ipotesi esplicite, controllo degli intervalli, diagnostica dell’errore e ordine di grandezza dell’impatto dei driver — il minimo per un forecast difendibile.
Stazionalità, shock ammessi, granularità, freeze dei dati: cosa il modello assume e cosa lo rende invalido. Utile per audit, handover e discussione con il business.
Quota di osservazioni reali dentro la banda dichiarata su finestre mobili: capire se gli intervalli sono calibrati o solo decorativi.
MAPE/RMSE o equivalente per step temporale e per segmento: dove l’errore cresce e se è sistematico (bias) o rumore.
Quali input spostano di più il risultato (es. OAT su parametri chiave): priorità su cosa misurare meglio e cosa stressare negli scenari.
Risposte rapide per chi valuta un percorso di forecasting con noi.
Non necessariamente. Conta la coerenza delle serie e il processo che devono alimentare: con pochi dati si restringe il perimetro o si rendono esplicite le assunzioni sul modello.
Dipende da complessità e qualità delle fonti. Di solito una prima baseline utile in poche settimane; affinamenti dopo aver osservato errori sul campo.
No. Produce stime e intervalli; responsabilità, eccezioni e trade-off restano organizzativi.
Domande ricorrenti su adozione, performance e gestione evolutiva dei modelli.
Quando la baseline è sotto controllo, i dati hanno un owner e sapete già dove il modello sbaglia. Altrimenti la complessità aggiunge solo superficie d’errore.
Legando l’errore a ciò che costa: stockout, urgenze, capacità idle, invenduto. Serve una definizione condivisa di “costo del miss”.
Non c’è una cifra universale: dipende da stagionalità e shock. Utile una review periodica più trigger quando errore o bias escono da fascia concordata.